Canali Creativi

Canali Creativi – Il progetto vincitore di un bando della Regione Puglia (PO FERS 2007-2013 – Asse 4 – Linea di intervento 4.4. – Azione 4.4.2. “Promozione e valorizzazione del Patrimonio Naturale del Sistema Regionale”), nell’ambito della strategia dei SAC (Sistemi Ambientali e Culturali della Regione Puglia), prevede la gestione da parte di EspérO per sei anni, a partire dal 2015, la gestione del Centro di Educazione Ambientale denominato “Centro Canali”, sito nel contesto del Parco Otranto-Santa Maria di Leuca (SAC "Porta d'Oriente"). L’idea progettuale prospettata da EspérO prevede che il Centro Canali sia un punto di promozione e aggregazione per fare ricerca, sviluppo e innovazione, avendo a riferimento il cibo, le pratiche sociali e produttive che posso disegnarsi attorno ad essa, attraverso un sistema di laboratori, i cui risultati utilizzare come base di prodotti editoriali (in primis le cartoguide) da realizzare per la valorizzazione del territorio del SAC. L’idea di laboratorio adottata concepisce il laboratorio come un luogo che consente apprendimenti importanti sotto il profilo socio-culturale: nel Laboratorio non si realizza semplice passaggio di conoscenze, ma si punta al cambiamento. Si tratta quindi di ambiente di apprendimento che sa coinvolgere il soggetto, implicandolo in relazioni cariche di significatività. Il laboratorio consente l'integrazione dell'esperienza con la riflessività, producendo sviluppo di competenza. Il laboratorio è quindi sostanzialmente un metodo, che, immergendo i soggetti in esperienze pregnanti, cerca di indurre problematizzazione, ricerca, sperimentazione.
L'approccio epistemologico sotteso è quello del costruttivismo, che concepisce il sapere come il risultato di un'attività di costruzione da parte del soggetto.
Nel laboratorio inoltre c'è una dimensione cooperativa importante. Pertanto si potrà fare riferimento alle metodologie dell'apprendimento cooperativo.
Il laboratorio pertanto può essere definito come una sorta di palestra in cui si impara insieme, arricchendo il proprio bagaglio di esperienze e di conoscenze, interagendo con gli altri in vista di un artefatto, un'opera - direbbe Bruner -, da realizzare assieme.
Importante è l'opera dell'esperto che governa il processo laboratoriale, avendo attenzione a orientare tanto il processo quanto gli esiti dello stesso (i prodotti). Egli è un vero e proprio mediatore dell'apprendimento.
Quanto ai processi l'esperto terrà sotto attenzione che le dinamiche relazionali che si sviluppano nel contesto laboratoriale siano:
- motivanti
- inclusive
- tali da favorire l'integrazione delle diverse dimensione della personalità
- tali da modificare stereotipi e pregiudizi
- tali da alimentare il sapere collettivo, procurando crescita di tutti i soggetti coinvolti nel processo (esperto compreso).
Lo farà con rigore, pertanto userà idonei strumenti valutativi, che diano fondata contezza dei guadagni formativi prodotti dal laboratorio. Trattandosi di laboratori il cui contenuto è prevalentamente narrativo, gli strumenti prevalenti dovranno essere di tipo qualitativo e quali-quantitativo (diario etnografico, analisi delle produzioni testuali con software di analisi testuale, ecc.)
Il laboratorio costituisce un idoneo strumento per produrre sviluppo di comunità, ossia esso ha un potenziale generativo, che rende i soggetti implicati nel laboratorio, in virtù dell'azione di capacitazione operata, agenti di cambiamento sociale.

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