Approfondimento Formazione Teorico Musicale

Aderendo alla SIEM (Società Italiana di Educazione Musicale) ebbe modo, a partire dalla metà degli anni Ottanta del secolo scorso, di conoscere i principali esponenti della didattica musicale dell'epoca: Delfrati, Della Casa, De Natale, Gino Stefani.

Carlo Delfrati, rifacendosi a John Dewey per offrire una cornice pedagogica ai cosiddetti “metodi classici”, sosteneva che un curricolo di educazione musicale dovesse sì avere per obiettivo la comprensione della musica e quindi la partecipazione all’universo della comunicazione musicale, ma transitando attraverso uno strutturato lavoro di manipolazione personale dei suoni.

Maurizio Della Casa invece insisteva sulla necessità di aprire l’ascolto alla possibilità di compiere operazione di analisi dei diversi aspetti del linguaggio musicale.

Marco De Natale, direttore della rivista della SIEM, "Musica Domani", riteneva indispensabile offrire una definizione di intelligenza musicale ripensando alla lezione di Piaget.Con De Natale intesserà un rapporto di fecondo scambio, che continuerà anche nella SIdAM (Società Italiana di Analisi Musicale), da questi fondata, dopo la sua fuoriuscita dalla SIEM.

Gino Stefani e quelli della sua scuola puntavano a costituire attraverso l’educazione musicale un percorso capace di procedere dall’approccio informale di ricezione del fatto musicale, che nella nostra società è ampiamente favorito dai media, ad uno maggiormente formalizzato e più consapevole.

Interessandosi di composizione, e soprattutto di didattica della composizione, ebbe modo di studiare il dibattito che allora si sviluppò a proposito della cosiddetta “nuova composizione” e che vide confrontarsi Boris Porena, Domenico Guaccero, Luciano Berio, Franco Evangelisti ed altri.

In campo storico-musicale ed estetologico studiò Enrico Fubini e Mario Bortolotto. Di questi, professore di storia della musica all’Università di Roma, approfondì Fase seconda. Studi sulla nuova musica (1968), un testo fondamentale per la comprensione dei rapporti fra musica e cultura nel milieu degli anni ‘50 e ’60 del XX secolo. Cominciò a interrogarsi sul determinismo nella composizione, sull’alea e sul caso.

Lesse Schönberg, lesse Webern. Si interessò di Wagner, si interrogò sulla polemica Nietzsche-Wagner. Attraverso Luigi Rognoni, autore de La scuola musicale di Vienna. Espressionismo e dodecafonia, oltre che di Fenomenologia della musica radicale, si avvicinò a Banfi e Paci e ai tentativi di implementare nella cultura italiana la proposta filosofica husserliana.

Conobbe Franco Donatoni, uno dei massimi compositori italiani, docente di teoria musicale al DAMS di Bologna, con cui sarà per lunghi anni legato da un rapporto improntato a stima, rispetto reciproco e umana comprensione. L'occasione fu un breve corso estivo di Composizione nell’ambito degli “Incontri musicali” di Otranto nel settembre del 1983. Successivamente seguirà un corso annuale di Analisi e Composizione presso l’Accademia Musicale Pescarese, nell’anno accademico 1988. La frequentazione con Franco Donatoni produrrà, tra l'altro, la scrittura di due saggi dedicati alla sua opera, ospitati nel volume a lui dedicato, curato da Enzo Restagno, pubblicato dalla EdT di Torino.

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